Siete quiStoria e arte

Storia e arte


chiesa parrocchialeLa Chiesa Parrocchiale di Rovolon

Dedicata a San Giorgio, la chiesa è documentata nel 1077, ma le origini potrebbero risali­re al VII - VIII secolo. Restaurata a metà del XIX secolo, si distingue per la mole compatta affiancata dalla torre campanaria e per i suggestivi affreschi absidali della fine del Quattro­cento.

 

Osteria Fardigo a Rovolon

A sinistra della Chiesa Parrocchiale, l'antica osteria Fardigo è un edificio singolare del XVII secolo con un piccolo porticato al suo interno, che ha sempre mantenuto la sua funzione, un tempo come posto di ristoro e di riposo per i viandanti, ora come ristorante.

Monte della Madonna

Alle spalle di Rovolon si erge il monte Grande affiancato, più a sinistra, dal monte della Madonna: una stra­da ripida e tortuosa conduce alla sommità del colle dove sorgono il Santuario della Madonna e un pic­colo monastero benedettino, entrambi facenti parte del Comune di Teolo. Il santuario, citato per la prima volta in un documento del 1253, nel 1508 divenne proprietà dei Benedettini che lo gestiscono ancor oggi.

Villa Ottavia a Rovolon

Lungo la strada che collega Rovolon a Bastia, a metà percorso, si può ammirare la cinquecentesca Villa Ottavia, una costruzione con porticato a pian terreno, loggetta superiore e colombaia, eretta dai monaci di Santa Giustina e già sede di una loro corte. Per "corte" l'ordinamento benedettino intendeva l'edificio più importante della propria suddivisione territoriale: ogni gastaldia, infatti, aveva la propria corte che com­prendeva la chiesa, la casa del gastaldo, le stalle e il fondo di un'ampia cantina.

La "Colombara" a Rovolon

La "Colombara" è formata da una lunga stalla ottocentesca con grandi archi e da un'abitazione dominata da una torre, di così solenni proporzioni da richiamare qua­si il mastio di un castello medievale più che una delle solite "colombare". Di queste ha tuttavia le caratteristiche più comuni: le cornici ornamentali che marcano i piani superiori, la copertura a quattro spioventi e le aperture origi­narie del sottotetto grigliate da una cortina di elementi laterizi forati.

La Chiesa Parrocchiale di Bastia

Costruita nel 1756 sulle rovine di un preesistente edificio, la chiesa è stata completamente ricostruita tra il 1946 e il 1954.
Già intitolata alla Vergine, la chiesa fu elevata a parrocchiale alla fine del Cin­quecento e dedicata a Santa Maria della Neve.

Villa Barbarìgo Montesi a Bastia

Poco distante da Frassanelle, alle falde del basso colle Sereo, sorge Villa Barbarìgo, ora Montesi, costruita nel XVII secolo. Da notare la bella facciata che a nord si articola in tre piani sovrapposti, men­tre a sud è a un unico piano, abbellito da un cinquecentesco loggiato.

Corte del Vegrolongo a Bastia

Nei pressi di Bastia sorgeva la cosiddetta Corte del Vegrolongo, eretta nel XVI secolo; era la sede del gastaldo che da questa postazione aveva modo di controllare gli oltre 700 campi del possedimento.

Nel 1445 il Monastero di Santa Giustina ottenne in donazione una vasta tenuta di oltre 700 campi, situata a Bastia nella località denominata "Vegrolongo", in una zona di difficile accesso per la presenza di vasti acquitrini.

La corte benedettina del Vegrolongo si strutturò nel 1450. I lavori agricoli e di boni­fica vennero affidati a braccianti a contratto; in un secondo tempo sorsero le varie fat­torie, come testimoniano numerose case coloniche sparse ancor oggi nel territorio. Nel 1806 con la soppressione di tutti i beni ecclesiastici voluta da Napoleone, vennero confiscati anche i possedimenti di questa zona, ponendo fine a una secolare opera socia­le e religiosa che aveva contribuito non poco allo sviluppo economico di queste terre.

La Chiesa Parrocchiale a Carbonara

Dedicata a San Giovanni Battista, fu ricostruita alla fine del 1400 dai benedettini sul luogo di una chiesa preesistente. Rimaneggiata più volte, si presenta ora in forma neoclassica, con pregevoli altari e dipinti al suo interno.

Ex Chiesetta di San Pietro a Carbonara

L'ex Chiesetta campestre di San Pietro (XI secolo), è la più antica testimonianza della presenza benedettina nell'area euganea. Di proprietà privata, è attualmente adibita a cantina.

Parco e Villa Papafava a Frassanelle

Frassanelle, ai piedi del colle omonimo, è famosa per il grandioso parco che circonda la Villa dei conti Papafava di Padova. Si tratta di un edificio sobrio e compatto, semplice, costruito al principio del secolo scorso, circondato da un parco splendido per estensione e bellezza, in parte pianeggiante e in parte lievemente montuoso. E articolato in grotte artificiali, con un laghetto, delle praterie e un bosco rigoglioso di cipressi, pioppi, frassini, popolato un tempo da molti animali. Deve la sua notorie­tà anche a Antonio Fogazzaro che vi ambientò il racconto Un'idea di Ermes Torranza. Il parco venne trasformato dal famoso architetto veneziano Giuseppe Jappelli, che costruì presso la villa un tempietto neoclassico (XVIII secolo) ancora oggi visibile, affiancato da un altro simile, di autore ignoto. All'interno del parco vi è un prestigioso campo da golf.